L’estate sta finendo, i gonfiabili non ti servono più o si sono danneggiati e non sai come liberartene? È assolutamente fondamentale che questi rifiuti vengano smaltiti nel miglior modo possibile. Ma nel caso in cui tu non voglia buttarli, ma solo riciclarli, ecco qualche consiglio che sicuramente ti aiuterà a prendere la giusta decisione.

Gonfiabili: cosa sono?

I gonfiabili non sono altro che giocattoli, spesso realizzati in plastica, il cui fine è quello di divertire grandi e piccoli, soprattutto all’interno di una piscina. Essi galleggiano e sono abbastanza resistenti da permetterti di sedertici o sdraiartici sopra.

In questa categoria non rientrano solo i classici tubi colorati, ma anche palloni, barchette ed oggetti vari. I più gettonati sono i gonfiabili a forma di animali. Come le tartarughe, i coccodrilli, i fenicotteri e gli unicorni. Vantano una grande versatilità in tema di design, dimensioni e colorazioni, ma la cosa migliore è che mantengono questa qualità anche quando vengono riciclati.

Per capire meglio l’idea di fondo dietro il riciclo di tali oggetti, è necessario sapere di cosa esattamente sono fatti questi gonfiabili. Il materiale più comunemente utilizzato è il nylon, sopra il quale viene posto un rivestimento flessibile di PVC per aumentare la resistenza dello stesso.

Ma è possibile che l’interno venga realizzato in vinile e, nei casi di prodotti più costosi ed elaborati (come ad esempio una canoa o un kayak) vengono utilizzate materie di prima scelta come fibra di vetro ed alluminio. Ma non è di questi ultimi che si occupa questa speciale guida.

Riciclaggio dei gonfiabili: ecco come

La prima domanda che viene in mente a tutti è: possono essere riciclati? La risposta è che il PVC è probabilmente una delle plastiche più complesse da riciclare. Il fatto che esso sia presente in ogni gonfiabile fa sì che il riciclo appaia complicato se non ti affidi all’azienda giusta. Infatti, il PVC si trova nelle piscine, nei giubbotti di salvataggio, nei gonfiabili, nei palloni e così via.

Per evitare di far finire i tuoi gommoni (o altro) usati nella discarica perché non sai come organizzare lo smaltimento, la soluzione te la diamo noi di Nieco, sul nostro sito www.nieco.it. Qui ti aiuteremo a capire quale sia la scelta migliore per il tuo gonfiabile danneggiato o indesiderato. Siamo un’azienda specializzata in stoccaggio, trattamento e recupero dei rifiuti speciali (pericolosi e non), ed operiamo con successo in Lazio, Toscana ed Umbria.

Altre opzioni

Prima di darlo per morto, prova a concedergli una seconda possibilità! Se è semplicemente forato, immergilo nella piscina e trova il buco dal quale fuoriesce l’acqua. Come puoi capirlo? Facile, guarda da dove spuntano le bolle! A quel punto asciugalo, gonfialo di nuovo e copri il foro con del nastro adesivo resistente. Così dovrebbe resistere ancora per un po’. Ma se proprio vuoi ripararlo, puoi sempre metterci sopra un grande cerotto il PVC attaccato con una colla permanente. Se, invece, è in buono stato puoi sempre deciderlo di regalarlo, magari facendo felici dei bambini che si divertiranno un mondo ad utilizzarlo.

Ancora; lavorarli è molto facile, perché si possono cucire e non hanno bisogno di particolari rifiniture come, ad esempio, gli orli. Puoi così trasformare i gonfiabili in oggetti curiosi ed interessanti. L’uso migliore è, secondo molti, quello da grembiule per dipingere, perché ha una tenuta elevata allo sporco e protegge molto. Ma si possono creare anche bavaglini per neonati, perfetti per raccogliere le macchie delle pappette. Per non parlare di una bella mantellina per cani: coprirli non sarà più dispendioso.

Infine, un bel grembiule da cucina, magari super colorato e comodo! Con l’unto che va via con un semplice colpo di spugna. In ogni caso, visto l’impatto ambientale, pensaci un po’ su prima di acquistarne dei nuovi. Magari non lo useresti abbastanza o, peggio, affatto.

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