Uno degli aspetti centrali di questo periodo in cui siamo richiamati alla cura delle nostre case e dei nostri ambienti privati, è dato dalle crescenti domande relative all’effettiva salubrità di ciò che ci circonda e, soprattutto, all’impatto che noi, come esseri umani, abbiamo sul nostro pianeta. Per quanto questo possa sembrare un tema banale all’indomani di un così delicato stato di cose presente, si è ben visto come, allo svuotarsi delle città, si riducessero sia la nostra presenza ingombrante che l’inquinamento.

Insomma, la causa di tutti gli interrogativi è “l’uomo” e proprio in questo uomo è lecito che vengano ricercate tutte le risposte necessarie alla risoluzione di problemi. L’utilizzo della plastica monouso, infatti, è sicuramente tra le cause d’inquinamento più consistenti sul pianeta Terra e l’utilizzo sconsiderato frutto di una negligenza ignorante ha condotto l’umanità sull’orlo di un precipizio la cui gravità molti, da anni, continuano a denunciare, ma per quanto questi discorsi, così triti e ritriti, vengano riproposti alla luce dei più alti tavoli internazionali, l’uomo apprende ma non impara, osserva ma non interiorizza, geme ma non sollecita.

Viviamo nello stesso periodo in cui il Pacific Trash Vortex, dalle colossali dimensioni di uno stato come la Francia, giace nell’Oceano Pacifico come una terribile malattia, ed incombe minaccioso sull’ambiente, giorno dopo giorno. In questa congerie di informazioni, dunque, che portiamo sulle spalle come fardelli ineffabili e della cui grandezza non si parla mai abbastanza, è bene – ancora una volta – informarti su ciò che tu stesso puoi fare per rendere il presente un luogo migliore, riducendo il consumo di plastica ed abbattendo considerevolmente l’impatto ambientale.

I 6 modi per ridurre il consumo di plastica durante gli spostamenti.


Con la ripresa lenta ed inesorabile, ma comunque effettiva, di tutte le attività lavorative, lo spostamento di capitale umano porta con sé anche l’inevitabile uso di polimeri e plastica che difficilmente verranno smaltiti. Specialmente durante i viaggi, infatti, il consumo di plastiche monouso rappresenta un vero e proprio tema che viene troppo poco affrontato: ma cosa è possibile fare per sopperire a questo tipo di sconsiderati utilizzi? Anzitutto, noi di NIECO siamo ben consapevoli di quanto la conversione a questo genere di etica sia sacrificata, ma lo spirito di abnegazione e il comportamento corretto nei confronti di un ambiente in cui tutti viviamo, è divenuto oramai una necessità che non deve considerare obiezioni. Per rendere più chiaro come ridurre l’utilizzo di plastiche durante i viaggi, divideremo questo argomento in tre sezioni, di modo che, per ognuna di queste, tu possa trovare almeno due consigli utili per la riduzione dell’uso di plastica durante i viaggi.

Cibo e Beveraggio: una nuova sfida.

Viaggiare non è solo un modo per vivere nuovi luoghi ma anche per concepire nuove etiche legate all’ambiente. Qualora dovessi recarti in luoghi come il Regno Unito, ad esempio, non sarebbe difficile notare quanto siano in voga le borracce riutilizzabili o le tazze da ufficio. Ecco perché sempre più viaggiatori optano per dei contenitori in acciaio da portare con sé durante gli spostamenti in treno o in aereo, chiedendo in loco di effettuare un refill. Molte di queste borracce, infatti, hanno proprietà di conservazione termica e sono munite di appositi scovolini per la pulizia, sancendo una vera e propria rivoluzione ambientale. Ovviamente tutto ciò si accompagna, inoltre, alla scelta di compagnie che appoggino in maniera consistente la tematica ambientale.

Differenzia, provvedi, ricicla: gli utensili riutilizzabili.

Questa macro-categoria legata alla riduzione dell’impatto ambientale contiene alcuni elementi interessanti da tenere in considerazione durante il viaggio: è possibile infatti affiancare, alle tazze riutilizzabili, anche utensili che possano facilmente aiutarti nella cura della persona. Molti viaggiatori, infatti, portano con sé utensili in materiale riciclabile: ci si riferisce a bacchette per il cibo, forchette, cucchiai e coltelli. La novità più grande, tuttavia, è data dalle cannucce: per quanto le grandi multinazionali legate alla vendita di cibo stiano rivalutando la propria offerta eliminandole, con gli utensili in bambù è possibile continuare ad averle a portata di mano senza rinunciare alla cura dell’ambiente. La scelta di materiali riutilizzabili, inoltre, è particolarmente utile non solo per i viaggi, ma anche per i brevi spostamenti estivi verso luoghi d’aggregazione, ad esempio, in cui sono offerte le solite posate di plastica. Sempre legate all’aspetto del cibo, inoltre, è consigliabile la scelta di prodotti privi d’imballaggi in plastica che, di per sé, contribuiscono notevolmente agli sprechi.

Cura della persona: nuovi metodi.

Se le borracce riutilizzabili, le tazze da caffé pieghevoli, le posate e gli spazzolini di bambù sembravano un elemento totalmente distante da quella che è la routine quotidiana, è bene precisare che il modello “zero waste” offre parecchi spunti di riflessione su quel tipo d’oggettistica relativo alla cura della persona. È possibile, infatti, durante i viaggi, optare per cosmetici con imballaggi plastic-free, shampoo e balsamo solidi, deodoranti solidi e saponette. Allo stesso modo, è possibile portare con sé i propri materiali per le abluzioni (come tovaglie), in quanto quelle fornite in loco potrebbero possedere un alto tasso di plastiche al proprio interno. Nel caso delle viaggiatrici, invece, non è assolutamente una novità quanto siano inquinanti quei prodotti che vengono mensilmente utilizzati durante il ciclo mestruale, ecco perché molte donne consigliano l’utilizzo – per comodità oltre che per un ritorno economico – delle coppette.

Qualunque sia, dunque, la propria routine, l’impatto ambientale e l’utilizzo delle plastiche è un problema che non può più essere evitato. La procrastinazione è un male invisibile che noi di NIECO, in quanto garanti dello smaltimento di rifiuti speciali, non possiamo più tollerare. A tal proposito, dunque, il nostro è un grido che, al pari di altri, si eleva alto a quanti sono disposti ad ascoltarlo: ridurre il consumo di plastica non è più una scelta di vita, ma un obbligo morale.

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