Uno dei più grandi svantaggi derivanti dalla pandemia di Coronavirus è l’esponenziale aumento dei rifiuti di tipo plastico. I dispositivi di protezione individuale, ovvero mascherine e guanti, sono entrati ormai nella quotidianità di ognuno di noi, portandoli a letteralmente invadere gli ambienti, come strade, parchi, e spiagge. E’ molta facile, infatti, imbattersi in qualche residuo plastico abbandonato.

E’ abbastanza evidente, dunque, che la crescita della quantità di questi rifiuti sia quasi incontrollabile e può causare, fra un po’, di anni un vero e proprio disastro ambientale, anche considerando che si tratta di rifiuti che non possono essere riciclati. Vediamo insieme qual è il modo corretto per smaltire i dispositivi di protezione personale.

Quando i guanti e le mascherine sono stati indossati da soggetti non positivi vengono smaltiti come dei comuni rifiuti, ovvero gettandoli nei cassonetti dell’indifferenziata. L’importante è che vengano inseriti in un piccolo sacchetto, così che questi dispositivi non entrino in contatto con gli operatori ecologici addetti al ritiro dei rifiuti.

A questo punto vi starete chiedendo se il virus sopravvive sulla superficie delle mascherine usate. E’ bene sapere che qualsiasi virus viene debellato facilmente se al di fuori delle cellule umane. Il Coronavirus, ad esempio, è un virus molto vulnerabile ai disinfettanti e alla luce del sole. Infatti, se si mantiene frequentemente un’igiene corretta e vengono utilizzati i dispositivi di disinfezione, il virus risulterà inattivo.

Il virus tende a sopravvivere da pochi a minuti a qualche giorno prima di morire al di fuori dell’organismo umano, ma è importante considerare il contesto in cui si trova. Se, ad esempio, ci troviamo in un ambiente privo di raggi solare, con una notevole presenza di materiale biologico, il virus sarà più incline a resistere, a differenza dei luoghi caratterizzati da calore e sanificazione. I rifiuti, in tal senso, potrebbero risultare decisivi per la trasmissione. Infatti, un gruppo di lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità sta cercando di capire quanto possano essere pericolosi i rifiuti e qual è il tempo di sopravvivenza del Coronavirus in essi.

Quindi, se ci troviamo a dover smaltire mascherine o guanti utilizzati da soggetti in quarantena o positivi, è importante utilizzare minimo due sacchetti uno dentro l’altro, anche se non molto resistenti. I sacchi devono essere chiusi con i guanti e non schiacciati. Anche in questo caso i rifiuti andranno gettati nei contenitori della raccolta indifferenziata.

Il rischio di inquinamento derivante dall’accumulo dei dispositivi di protezione personale non è assolutamente indifferenze. Varie organizzazioni ambientaliste hanno previsto che grandissime quantità di rifiuti plastici andranno a depositarsi in mare. Proprio per questo motivo, il professore Richard Thompson dell’Università di Plymouth, ha rammentato come i governi dovrebbero impegnarsi di più nello smaltimento dei rifiuti di questo tipo. Il professore, inoltre, sostiene che persiste un’ignoranza in merito al ciclo di vita delle mascherine e dei guanti, quindi sarebbe utile non tanto fornire a tutti questi dispositivi di protezione, ma piuttosto insegnare alla popolazione come smaltirli. Sempre secondo lo stesso, l’unico modo per evitare le conseguenze disastrose dei rifiuti marini è di migliorare e progettare la produzione in maniera alternativa.

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