Al termine dell’incontro con il presidente del consiglio Mario Draghi, la presidente del WWF Donatella Bianchi ha annunciato la nascita di un nuovo ministero, quello della Transizione Ecologica. Questo dicastero è stato proposto con forza da Beppe Grillo, che negli ultimi giorni ha insistito molto per la sua formazione. Il nuovo ministero della Transizione Ecologica non è altro che la traduzione tecnica dei principali capitoli di spesa del recovery plan, cifra che ammonta a circa 67,5 miliardi di euro. Per poter avere accesso a questo piano messo in atto dall’UE ogni paese deve destinare circa il 37% del totale alla transizione ambientale. Ancora non è molto chiaro quale competenze specifiche avrà il nuovo dicastero, ne di quanti di questi 67 miliardi si dovrà occupare nel concreto.

Ministero della Transizione Ecologica, qual è il suo compito

Il tema della transizione ecologica è ormai da anni un tema centrale molto sentito dalla maggior parte dei movimenti ambientalisti, che chiedono un modello produttivo generale più rispettoso dell’ambiente. Infatti tutto quello che riguarda la produzione di energia, tutto quello che gira intorno alle industrie e anche lo stile di vita delle persone, influisce in modo molto marcato sulle condizioni ambientali, influenzandole negativamente o positivamente. Con la creazione di questo ministero si cercherà di intraprendere un percorso di trasformazione che riguarderà tutto il sistema produttivo, che miri ad essere pienamente sostenibile e green, il tutto sfruttando anche le ingenti somme provenienti dall’UE.

L’unione di più ministeri

All’inizio erano uscite delle indiscrezioni che parlavano della possibilità che il Ministero della Transizione Ecologica avesse potuto raggruppare gli attuali ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, con a disposizione una notevole quantità di fondi in più e con competenze specifiche in politica energetica. Questa ipotesi è stata immediatamente smentita nel momento in cui è uscito il nome del nuovo ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani. Infatti il nuovo ministro Cingolani avrà il compito di dirigere, come specificato sul sito del Ministero dell’Ambiente, questo nuovo organo, il quale si occuperà della gestione dello sviluppo sostenibile, del miglioramento della qualità dell’aria sul territorio nazionale, contrastare il cambiamento climatico e tutte quelle opere che consistono nel risanamento ambientale.

Chi è il ministro della Transizione Ecologica

A capo del ministero della Transizione Ecologica troviamo Roberto Cingolani, fisico molto affermato in tutto il mondo e colonna portante della robotica che ha reso grande l’ITT di Genova. Il ministro Cingolani, nominato direttamente dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, avrà l’importante compito di gestire tutti i fondi provenienti dal Recovery Fund spettanti alle tematiche ambientali. Il professor Cingolani vanta un curriculum davvero importante, spaziando da direttore scientifico dell’ITT di Genova a professore alla Virginia Commonwealth University e alla Tokyo University, fino ad arrivare a far parte della task force di Vittorio Colao per affrontare la fase 2. Cingolani cercherà di portare tutte le soluzioni robotiche e nanotecnologiche presenti in soccorso delle condizioni ambientali ad oggi presenti, con il solo obiettivo di migliorare l’ambiente.

Ora l’emergenza climatica è una priorità anche in Italia

Fino ad oggi l’emergenza climatica nel nostro paese non è mai stata considerata come un problema prioritario e, l’annuncio di un ministero che possa far fronte a tutte quelle problematiche derivanti da questo problema è stata sicuramente una notizia importante, soprattutto dal punto di vista simbolico. Infatti in altri paesi europei come Francia e Spagna, un ministero come quello della Transizione Ecologica è ormai presente da anni, con lo scopo di lottare per la salvaguardia dell’ambiente. Con l’entarta di questo ministero si ha la speranza che i fondi garantiti dall’UE siano usati in modo efficiente, investendoli in progetti giusti come possono esserlo le energie rinnovabili e il corretto smaltimento dei rifiuti.

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