La tossicità dei metalli inquinanti è un problema di notevole impatto ambientale in grado di provocare pericolose conseguenze sulla salute dell’organismo e a livello dell’ecosistema.

Tra questi elementi, alcuni esercitano un effetto tossico diretto, altri agiscono con maggiore lentezza, accumulandosi in vegetali e animali, per arrivare poi all’uomo.

A causa della sempre maggiore sensibilizzazione in questo ambito si stanno sempre più diffondendo metodologie finalizzate al recupero e trattamento di rifiuti speciali e pericolosi per prevenire la dannosa esposizione ad essi. Noi di NIECO ci occupiamo da tempo del recupero e del trattamento di rifiuti speciali, utilizzando le più perfezionate tecniche di smaltimento.

Tossicità e tassi di riciclaggio del litio

Il litio è un metallo che entra nella composizione delle batterie di alimentazione di numerosi dispositivi elettronici, come smartphone, tablet e veicoli elettrici; la sua pericolosità dipende dall’emissione di gas tossici che comporta notevoli rischi per la salute. Sono circa un centinaio questi composti gassosi, tra cui il monossido di carbonio, che possono causare irritazioni cutanee, agli occhi ed alle vie aeree.

I dati relativi al riciclaggio delle batterie al litio affermano che soltanto il 5% viene sottoposto a tale trattamento, mentre in realtà le più recenti ed attendibili statistiche hanno evidenziato che oltre 100.000 tonnellate di tali dispositivi sono stati riciclati.

Secondo un recente rapporto voluto dall’Agenzia Svedese per l’Energia, il maggiore quantitativo delle batterie al litio non arriva al termine del loro ciclo di vita.

Questo studio afferma inoltre che il fenomeno del riciclo del litio è costantemente sottostimato per motivi di interesse economico, che spingono i ricercatori a pubblicare dati vecchi e non più attendibili, in alcuni casi risalenti a quasi 10 anni fa (Rapporto di Friends of the Earth del 2010).

L’inaffidabilità di tali notizie dipende dalla mancanza di statistiche ufficiali ad aggiornate, in grado di riportare informazioni realistiche.

La Circular Energy Storage, un gruppo Londinese di consulenza, ha raccolto dati relativi a 50 aziende mondiali che si occupano di riciclaggio degli ioni litio, scoprendo che 97.000 tonnellate hanno subito questo procedimento durante lo scorso anno.
Si tratta di una cifra molto notevole, anche in relazione al fatto che soltanto il 50% dei dispositivi aveva raggiunto la fine della vita, e che quindi avrebbero potuto facilmente essere ancora utilizzati.

La maggior parte delle batterie riciclate ha più di tre anni di vita, che rappresenta il termine imposto dall’Unione Europea. Da tali valutazioni si deduce quindi che batterie eliminate nelle discariche potrebbero essere rimaste nei dispositivi con tempistiche maggiori di quelle consentite, subendo inoltre un’esportazione legale soprattutto per il riciclaggio nei paesi Asiatici. Come conseguenza è facile dedurre che le batterie vengono effettivamente riciclate, ma non nel nostro paese.

Industria del riciclo

In quasi tutti i mercati, inclusa la Cina (con oltre trenta aziende di questo genere), è stata riscontrata una sovracapacità nell’industria del riciclo, causata dall’effetiva carenza di soluzioni alternative per la raccolta delle batterie. Bisogna comunque tenere conto che la maggior parte dei sistemi non dispone di statistiche aggiornate a causa della riutilizzazione dei prodotti.

In tutto il mondo sono attive oltre cinquanta aziende che si occupano del riciclo delle apparecchiature al litio, considerando sia i piccoli laboratori artigianali, sia gli impianti su larga scala.

Tra i paesi maggiormente coinvolti in questa attività si trovano la Corea del Sud e la Cina, per i bassi costi della manodopera ed anche perché le aziende pagano prezzi molto più alti rispetto alle imprese Europee o Americane.

Secondo un attendibile rapporto sullo stoccaggio, attualmente sono disponibili efficienti procedure tramite cui le batterie vengono riciclate in nuovi materiali, nel rispetto dei fondamenti su cui sono impostati i più recenti presupposti dell’energia circolare.
Ma, quasi incredibilmente, quello che manca sono le materie prime, ovvero le batterie al litio da destinare al riciclo.

Eric Melin, direttore generale di Circular Energy Storage, è convinto che alla base di questo fenomeno ci siano motivazioni prettamente economiche poiché le batterie finiscono nelle mani del migliore offerente. Il vantaggio infatti è maggiore se le batterie vengono riutilizzate piuttosto che riciclate e questa tendenza spiega anche il motivo per cui spesso non sono disponibili dati espliciti sul problema del riciclo.

Circuito chiuso e non circolare

L’economia circolare per le batterie al litio potrebbe assicurare maggiori garanzie sullo smaltimento responsabile di questi rifiuti pericolosi, contribuendo da un lato ad un minore impatto ambientale e d’altro lato a salvaguardare le salute umana.

Tramite il processo di fusione impiegato nel riciclo delle batterie, le aziende possono facilmente recuperare fino al 90% di nichel, rame e cobalto, ma il procedimento per il litio mostra maggiori difficoltà. Il metodo di riciclaggio preferito per rame e alluminio è di tipo idrometallurgico, che consente di ottenere oltre il 98% dei metalli.

Tasso di recupero e purezza sono però due aspetti differenti e non sempre sovrapponibili; per quanto riguarda cobalto e nichel che sono recuperati sotto forma di solfati, la purezza è molto alta.

In relazione al litio, le procedure di lavorazione sono piuttosto complesse e non tutte le aziende sono in grado di vendere il materiale in quanto tale.

La maggior parte di quelle Sudcoreane e Cinesi estraggono il litio mediante procedimenti preliminari di pirolisi che non sempre si rivelano efficaci per il risultato finale.

L’aumentato interesse per il litio dipende dall’incremento d’impiego di batterie LFP (Litio Ferro Fosfato), che si affiancano a quelle tradizionali al litio.

Da tali notizie risulta evidente l’estrema importanza del problema di trattamento e recupero dei rifiuti speciali e pericolosi che noi di NIECO effettuiamo da anni basandoci su una collaudata esperienza e su competenze acquisite nel tempo. La nostra azienda è in grado di fornire consulenze personalizzate alle singole esigenze, insieme a corsi di formazione per personale operante nel settore della bonifica di impianti ed ambienti contaminati. Presente da tempo su tutto il territorio nazionale, NIECO opera principalmente nelle regioni Umbria, Lazio e Toscana, come azienda certificata EMAS e KIWA per qualità e legalità operative.

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