I rifiuti RAEE non sono altro che tutti gli apparecchi elettronici e metalli preziosi che vengono dismessi e smaltiti dai cittadini e dalle aziende. Con un volume di 35 tonnellate, i rifiuti RAEE generano un vero e proprio patrimonio composto da oro, argento, rame, platino, berillio, cobalto, scarti tecnologici e molto altro.

Nello specifico, l’UE ha individuato un elenco di 27 materie prime reputate critiche sulle quali si possono strutturare flussi commerciali nel rispetto del’ambiente e della natura evitando così l’estrazione delle materie prime.

Tuttavia, a differenza dei normali rifiuti, questi necessitano di speciali accortezze. Proprio per questa ragione, l’Unione Europea ha finanziato un lodevole progetto chiamato Critical Raw Material (CRM) Closed Loop Recovery che ha l’obbiettivo di dare un seconda vita a livello commerciale a questi oggetti che vengono tecnicamente chiamati materie prime critiche (CMR). A prendere parte all’inziativa sono state Italia, Germania, Regno Unito e Turchia mentre tra le aziende e gli enti, è possibile annoverare il contributo di ENEA e Consorzio Ecodom (Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici) che con la stretta collaborazione di altre realtà hanno lavorato per studiare e individurare diverse possibilità di recupero.

Il progetto Critical Raw Material (CRM) Closed Loop Recovery, finanziato e sostenuto da numerosi enti e governi dei paesi partecipanti, è stato strutturato in quattro fasi:

• studio di sistemi di raccolta innovativi per i rifiuti RAEE;

• studio ed esperimenti per verificare se esistano possibilità differenti per il recupero di rifiuti e materie prime critiche;

• confronto dei risultati ottenuti a seguito dell’applicazione delle nuove tecniche di recupero e smaltimento;

• stesura delle raccomandazioni necessarie indirizzate ai decisori politici e ai sistema di gestione dei RAEE.

Cos’è stato fatto in Italia?

In Italia il processo di studio e smaltimento dei rifiuti critici ha avuto inizio grazie al lavoro dell’ENEA e del Consorzio Ecodom. Essi, infatti, hanno strutturato un’efficace procedura utile a valutare l’obsolescenza dei monitor ritenuti non funzionati e, di conseguenza, smaltiti e dismessi.

Lo studio avvenuto all’interno dello stabilimento STENA di Angiari in provincia di Verona è partito dall’osservazione di 43 schermi piatti. Di questo campione ne sono stati selezionati 36 sui quali si è svolto un lavoro di recupero dei metalli e di materiali preziosi, i restanti 7 sono stati resi nuovamente funzionanti pertanto se ne sta valutando la reimmissione sul mercato.

Anche i cellulari hanno svolto un ruolo fondamentale nel progetto di recupero promosso dalle aziende italiane Ecodom, insieme a AMSA, COOP Lombardia, Stena Technoworld e S.E.Val.

Infatti, per svolgere le sperimentazioni e gli studi sono stati prelevati 2 tonnellate di smartphone e piccoli elettrodomestici dismessi (o dichiarati non funzionanti) quali asciugacapelli, ferri da stiro, radio, lettori cd, lettori dvd, stereo, tastiere per computer, cavi, videogiochi, macchine fotografiche digitali, videocamere e molto altro.

A seguito dei suddetti studi sono stati formulati 5 obiettivi essenziali per rendere più efficace il riciclo dei rifiuti RAEE:

• studiare un progetto per rendere le infrastrutture di raccolta maggiormente adeguate a questa tipologia di riciclo;

• svolgere servizi di informazione per rendere maggiormente consapevoli i cittadini sulle possibilità di riciclo e i giusti metodi di smaltimento dei rifiuti RAEE;

• finanziare e promuovere gli interventi per migliorare le operazioni di raccolta e recupero, instaurando una maggiore collaborazione a livello locale e internazionale;

• sperimentare e introdurre incentivi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti critici;

• studiare, introdurre e diffondere standard per il trattamento dei RAEE.

Quali risultati è possibile ottenere?

Dopo diversi studi è stato possibile stimare quali siano i miglioramenti e i risultati che questo progetto potrebbe avere sul lungo periodo. Per quanto concerne i paesi membri che decideranno di aderire, sarà possibile osservare un risvolto sullo stato economico a livello locale.

Nello specifico, il progetto che mira allo smaltimento e alla bonifica dei rifiuti RAEE introdurrà nel sistema economico un elemento di crescita, nuove possibilità lavorative con la creazione di nuovi posti di lavoro e figure professionali. Infatti, allo stato attuale, non esistono figure specializzare in questo settore che abbiano sviluppato competenze e progetti specifici. Non solo, si potranno notare importanti sviluppi per quanto concerne la produttività e la competitività con una conseguente riduzione dei costi e la creazione di nuove possibilità economiche.

In generale, dunque, sarà possibile notare:

• crescita dell’economica locale;

• creazione di figure professionali competenti e specializzate in questo settore;

• aumento della competitività di uno stato;

• aumento dei posti di lavoro;

• crescita economica dello stato interessato;

• diminuzione dello sfruttamento delle materie prime e delle risorse naturali;

• maggior consapevolezza per aziende e cittadini per quanto concerne le possibilità di smaltimento dei rifiuti

critici.

Nieco: l’azienda

Nieco è un’azienda italiana che gestisce diversi impianti di stoccaggio rifiuti in Lazio e Toscana, più precisamente nelle città di Roma e Arezzo. Oltre all’attività di stoccaggio, ci occupiamo altresì del trattamento e del recupero di rifiuti pericoli e non impiegando le attrezzature e le metodologie più moderne e sicure.

Grazie all’esperienza maturata in diversi anni di attività, la nostra azienda è diventata un punto di riferimento per la gestione dei rifiuti del centro Italia e si occupa di particolari tipologie di rifiuti come oli, pile, lampade, RAEE, terreni, acque, imballaggi e molto altro. Non solo, la professionalità dei nostri operatori ci permette altresì di operare per la sicurezza e la bonifica di aree contaminate ma anche di effettuare operazioni in siti confinanti come, ad esempio, vasche e serbatoi.

Oltre ai servizi citati, Nieco è in grado di offrire consulenze personalizzate per ciò che concerne la gestione di rifiuti speciali e il trasporto su strada di rifiuti considerati pericolosi in base all’accordo europeo (ADR).

0