La plastica è uno dei rifiuti più pericolosi, una vera e propria bomba ad orologeria per la salute dell’uomo e la salubrità del territorio. Non smaltita secondo i dettami imposti dai regolamenti ambientali, rappresenta un veleno per l’ecosistema. A tal proposito cerchiamo di spiegare meglio gli effetti nocivi della plastica grazie ad un dettagliato rapporto del CIEL, il “Centro per la Legge Ambientale Internazionale (CIEL)”.

La plastica inquina?

La plastica incide sull’ambiente in modo tossico al punto di mettere a serio rischio la salute dell’intero ecosistema tra cui uomini, animali, vegetazione interferendo con il normale sviluppo ciclico con un’influenza globale.

Devi sapere che la plastica ha una decomposizione lentissima per cui quella che per te può essere una banale bottiglia per l’ambiente rappresenta un rifiuto a lento smaltimento che necessita anni prima che venga eliminato, per cui, dato che la plastica ha una diffusione e una commercializzazione così alta lo smaltimento se non eseguito dai giusti operatori, come noi di Nieco, diventa un vero e proprio dramma.

Ad oggi ti deve essere chiaro che un solo pezzetto di plastica è capace di intossicare e inquinare l’aria, l’acqua e l’intero ambiente che ti circonda.

Inquinamento da plastica: studi e ricerche

Il mondo è consapevole degli effetti controproducenti della plastica sul normale ciclo di vita dell’ecosistema e si sta cercando di trovare soluzioni alternative che possano limitare il dramma che ci coinvolge in prima persona in quanto esseri umani.

Effettuate una serie di ricerche sul campo e in laboratorio, il CIEL ha reso noto un rapporto in cui descrive in maniera minuziosa tutti i pericoli derivanti dalla produzione e dalla dispersione nell’ambiente della plastica.

La relazione evidenzia come il problema dell’inquinamento da plastica sia il frutto di due componenti: le “particelle di plastica” e gli elementi chimici eventualmente collegati.

La peculiarità di questo studio è che si punta l’attenzione sul problema generale della plastica analizzandone l’intero percorso di vita.

Rapporto “Centro per la Legge Ambientale Internazionale (CIEL)”: rimedi e soluzioni al problema della plastica

Il rapporto illustra cosa fare per sopperire al problema dell’inquinamento da plastica sia per un privato cittadino che per un’azienda operante nella produzione di elementi in plastica.

In particolare, si sottolinea l’importanza di adottare misure specifiche che seguano l’intero iter di produzione, dalla nascita fino allo smaltimento, sottolineando l’importanza del riciclo.

Il rapporto evidenza come la plastica a contatto con l’ambiente nella sua conformazione macro o micro, altera la composizione dei terreni e dell’acqua influenzando di conseguenza la produzione alimentare.

Nel momento in cui produci, usi o smaltisci della plastica devi sapere che la stessa non scompare per magia ma viene assorbita dall’ambiente e di riflesso dall’uomo, tutto ciò influisce sulla salute dell’uomo ed è concausa di malattie riguardanti il sistema respiratorio, riproduttivo, nervoso fino a provocare vere e proprie conformazioni tumorali.

Problema della plastica: politica e non solo

Gli studi e lo stesso rapporto CIEL evidenziano di come poco si stia facendo da un punto di vista politico ed ambientale per controllare le fasi cicliche della plastica e limitare l’incidenza della stessa, magari diminuendo la produzione al fine di salvaguardare l’uomo e l’ambiente da danni oramai irreversibili.

I governi e le amministrazioni non si rendono conto che si sta compromettendo la vivibilità della terra che potrebbe a lungo andare divenire invivibile portando molte specie animali e vegetali a scomparire.

I nostri pesci mangiano plastica, il terreno dove si coltivano pomodori, piante è assorbito dalla plastica (è stato stimato che ogni essere umano ingurgiti una media di 5gr di plastica all’anno!).

In poche parole si sottovaluta un problema vitale solo per mantenere inalterata un ciclo economico a giovamento di pochi ma a danno di moltissimi.

Un’alternativa in attesa di smaltire le plastiche già esistenti, sarebbe cominciare ad abolire il mercato dell’”usa e getta” per quanto concerne le bottiglie, sostituendole ad esempio con il vetro.

Approccio olistico

Lo studio del CIEL propone come valida soluzione al problema della tossicità della plastica, un approccio “olistico”, in altre parole ritiene che l’unica soluzione sia sostituire la plastica con altri materiali e limitarne drasticamente sia il consumo che la produzione.

Si dovrebbe imporre l’obbligo (come accade su alcuni alimenti in cui vengono indicati gli ingredienti, la scadenza e la provenienza) di rendere pubblico cosa accade con la dispersione della plastica nell’ambiente.

Seppur l’Unione Europea si sia mostrata pronta a cercare di ripulire la plastica da tutte le componenti chimiche che ne alterano ancor di più la tossicità entro il 2025, il CIEL ritiene che non ci si dovrebbe soffermare alla semplice fase produttiva ma prendere provvedimenti relativi all’intero ciclo di vita della plastica, attraverso un approccio basato sulla trasparenza, ovvero divulgando le informazioni ed individuando adeguate tecniche per lo smaltimento, cosa che noi di Nieco cerchiamo di fare ogni giorno per i nostri clienti.

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