Il termine economia circolare può sembrare un concetto difficile ed estraneo per molte persone. In realtà, si riferisce a qualcosa che noi già conosciamo e, entro pochi anni, rimpiazzerà l’attuale sistema economico lineare portando ad un alto numero di benefici.

Cos’è

L’economia circolare è un tipo di economia pensata per rigenerarsi da sola, garantendo quindi un ecosostenibilità. Secondo Ellen MacArthur Foundation, nell’economia circolare, esistono due tipi di materiali: quelli biologici cioè destinati a rientrare nella biosfera e quelli tecnici ovvero destinati ad essere rivalorizzati ma senza entrare nella biosfera. La prima idea di economia circolare fu delineata da Walter Stahel e Genevieve Reday e fu presentata alla Commissione Europea in un rapporto del 1976. A detta loro, questo tipo di idea avrebbe portato ad un enorme impatto sulla creazione di posti di lavoro, sulla riduzione dei rifiuti e inoltre avrebbe portato al risparmio di un gran numero di risorse. Questa forma di economia, però, verrà adottata non prima del 2012, quando la Ellen MacArthur Foundation, tramite un rapporto, dimosterà i benefici e le opportunità economiche derivanti dal passaggio ad una economia circolare e rigenerativa. La Commissione Europea, infatti, nel 2015 approverà un pacchetto di norme sull’ economia circolare che obbligherà i paesi a riciclare almeno il 70% dei rifiuti urbani e l’80% dei rifiuti da imballaggio. Tra queste norme, inoltre, vi è il divieto di buttare in discarica i rifiuti biodegradabili e riciclabili. Tali regole, però, non entreranno in vigore se non nel 2030.

L’Italia, ad esempio, è considerata la campionessa dell’economia circolare poichè si è sempre affidata a forme di uso intelligenti delle materie prime ed è seconda per riciclo industriale (il numero di rifiuti mandati al recupero sono 48,5 tonnellate). Il paese infatti ha messo in piedi un nuovo sistema di sviluppo in cui gli scarti di un’azienda diventano materie prime di un’altra.

Principi

I principi dell’economia circolare sono i seguenti:

-I rifiuti non esistono: idealmente è così, e cioè che tutti i materiali di scarto (perché gli scarti di lavorazione continueranno ad esistere) siano potenzialmente riutilizzabili. l componenti biologici e tecnici di un prodotto sono progettati in modo da essere riutilizzati all’interno del ciclo dei materiali, il quale è basato sullo smontaggio e sulla riproposizione. I nutrienti biologici vengono compostati poichè atossici mentre quelli tecnici, a differenza dei precedenti, possono essere riutilizzati sprecando poca energia;

-La diversità è forza: lavorando nell’economia circolare bisognerebbe privilegiare i prodotti di lunga durata con possibilità di aggiornamento, invecchiamento e riparazione. Bisognerebbe anche considerare strategie come il Design sostenibile;

-Fine dello spreco d’uso del prodotto: L’economia circolare incoraggia la condivisione degli oggetti, ad esempio una macchina ha il 90% di possibilità di giacere inutilizzata rispetto ad una condivisa, la quale ha una probabilità del 60%;

-Energia da fonti rinnovabili: Ad esempio l’energia solare o eolica;

-Pensiero sistemistico: la capacità di capire come le cose si influenzino reciprocamente. Gli elementi sono considerati adatti ad infrastutture, contesti sociali e ambientali. E’ importante inoltre la comprensione di un sistema (ad esempio quello degli essere viventi) e considerare le relazioni causa-effetto tra i componenti per trovare errori e correggerli.

Prossimi obiettivi

Il 16 Aprile 2018 la Commissione Europea ha stabilito nuovi obiettivi di riciclaggio da portare a compimento entro date specifiche. Il primo obiettivo è il riciclo di di almeno 55% dei rifiuti quotidiani entro il 2025, ma potrebbe salire al 60% entro il 2030 e al 65% entro il 2035. Il secondo obiettivo è il riciclo del 65% dei rifiuti di imballaggi entro il 2025 (70% entro il 2030) ma per ogni materiale vi è un obiettivo diverso.

Tipo materiale

  • Tutti i tipi di imballaggi 65% (2025) 70% (2030)
  • Plastica 50% (2025) 55% (2030)
  • Legno 25% (2025) 30% (2030)
  • Materiali ferrosi 70% (2025) 80% (2030)
  • Alluminio 50% (2025) 60% (2030)
  • Vetro 70% (2025) 75% (2030)
  • Carta e cartone 75% (2025) 85% (2030)

Inoltre, entro il 2035 solo il 10% dei rifiuti urbani potrà essere smaltito in discarica.

Come può aiutarci

L’economia circolare è, oggettivamente, un tipo di economia che può portare molti vantaggi non solo nel paese che l’ha adottata ma anche all’intero pianeta. Quest’ultimo, purtroppo, è attaccato da un eccessivo inquinamento. Assumere questo tipo di economia consente alle aziende di aumentare la propria resilienza e competitività, favorendo l’integrazione della sostenibilità. L’economia circolare, inoltre, porta all’incremento del consumo efficiente delle risorse: riduce la domanda di materie prime proprio perché queste vengono continuamente riciclate e messe di nuovo a disposizione. Si pensi che il 6-12% e più di consumi di tutte le materie prime potrebbe essere evitato con il riciclaggio. Ma non solo le materie prime potranno essere riutilizzate: i rifiuti potranno essere sfruttati per ricavare vari tipi di energia tramite i termovalorizzatori permettendo quindi la diminuzione degli sprechi e l’aumento di risparmi che oscillano tra i 245 e i 604 miliardi di Euro. Se prima l’economia utilizzava il modello “produzione-consumo-smaltimento”, ora invece il modello circolare garantisce un infinito numero di risorse da utilizzare nei vari settori alimentari, industriali, artigianali ecc… ed anche un risparmio che va dai 340 ai 640 miliardi di Euro sui costi industriali. Oltre ad avere vantaggi sulle risorse, questo tipo di economia ha anche un impatto sul lavoro: permette la crescita di servizi e l’aumento del numero di posti di lavoro. La Commissione Europea, infatti, prevede 580.000 posti di lavoro, di cui solo in Italia 190.000. Molto importante, invece, è l’impatto che l’economia circolare ha sull’ambiente: le discariche rilasciano il metano che è un gas serra molto pericoloso e dannoso per la vita delle persone. Il riciclaggio di rifiuti e il riutilizzo dei materiali porta a un miglioramento delle condizioni climatiche e dell’ambiente, riducendo drasticamente l’inquinamento e, allo stesso tempo, portando benefici economici e sociali.

Il numero di benefici potrebbe non finire qui: prima di tutto si eviterebbero 100-200 milioni di tonnellate di anidride carbonica ed inoltre negli anni i benefici potrebbero aumentare e spingere molti più paesi ad assumere l’economia circolare.

Il termine economia circolare può sembrare un concetto difficile ed estraneo per molte persone. In realtà, si riferisce a qualcosa che noi già conosciamo e, entro pochi anni, rimpiazzerà l’attuale sistema economico lineare portando ad un alto numero di benefici.

Il termine economia circolare può sembrare un concetto difficile ed estraneo per molte persone. In realtà, si riferisce a qualcosa che noi già conosciamo e, entro pochi anni, rimpiazzerà l’attuale sistema economico lineare portando ad un alto numero di benefici.

Cos’è

L’economia circolare è un tipo di economia pensata per rigenerarsi da sola, garantendo quindi un ecosostenibilità. Secondo Ellen MacArthur Foundation, nell’economia circolare, esistono due tipi di materiali: quelli biologici cioè destinati a rientrare nella biosfera e quelli tecnici ovvero destinati ad essere rivalorizzati ma senza entrare nella biosfera. La prima idea di economia circolare fu delineata da Walter Stahel e Genevieve Reday e fu presentata alla Commissione Europea in un rapporto del 1976. A detta loro, questo tipo di idea avrebbe portato ad un enorme impatto sulla creazione di posti di lavoro, sulla riduzione dei rifiuti e inoltre avrebbe portato al risparmio di un gran numero di risorse. Questa forma di economia, però, verrà adottata non prima del 2012, quando la Ellen MacArthur Foundation, tramite un rapporto, dimosterà i benefici e le opportunità economiche derivanti dal passaggio ad una economia circolare e rigenerativa. La Commissione Europea, infatti, nel 2015 approverà un pacchetto di norme sull’ economia circolare che obbligherà i paesi a riciclare almeno il 70% dei rifiuti urbani e l’80% dei rifiuti da imballaggio. Tra queste norme, inoltre, vi è il divieto di buttare in discarica i rifiuti biodegradabili e riciclabili. Tali regole, però, non entreranno in vigore se non nel 2030.

L’Italia, ad esempio, è considerata la campionessa dell’economia circolare poichè si è sempre affidata a forme di uso intelligenti delle materie prime ed è seconda per riciclo industriale (il numero di rifiuti mandati al recupero sono 48,5 tonnellate). Il paese infatti ha messo in piedi un nuovo sistema di sviluppo in cui gli scarti di un’azienda diventano materie prime di un’altra.

Principi

I principi dell’economia circolare sono i seguenti:

-I rifiuti non esistono: idealmente è così, e cioè che tutti i materiali di scarto (perché gli scarti di lavorazione continueranno ad esistere) siano potenzialmente riutilizzabili. l componenti biologici e tecnici di un prodotto sono progettati in modo da essere riutilizzati all’interno del ciclo dei materiali, il quale è basato sullo smontaggio e sulla riproposizione. I nutrienti biologici vengono compostati poichè atossici mentre quelli tecnici, a differenza dei precedenti, possono essere riutilizzati sprecando poca energia;

-La diversità è forza: lavorando nell’economia circolare bisognerebbe privilegiare i prodotti di lunga durata con possibilità di aggiornamento, invecchiamento e riparazione. Bisognerebbe anche considerare strategie come il Design sostenibile;

-Fine dello spreco d’uso del prodotto: L’economia circolare incoraggia la condivisione degli oggetti, ad esempio una macchina ha il 90% di possibilità di giacere inutilizzata rispetto ad una condivisa, la quale ha una probabilità del 60%;

-Energia da fonti rinnovabili: Ad esempio l’energia solare o eolica;

-Pensiero sistemistico: la capacità di capire come le cose si influenzino reciprocamente. Gli elementi sono considerati adatti ad infrastutture, contesti sociali e ambientali. E’ importante inoltre la comprensione di un sistema (ad esempio quello degli essere viventi) e considerare le relazioni causa-effetto tra i componenti per trovare errori e correggerli.

Prossimi obiettivi

Il 16 Aprile 2018 la Commissione Europea ha stabilito nuovi obiettivi di riciclaggio da portare a compimento entro date specifiche. Il primo obiettivo è il riciclo di di almeno 55% dei rifiuti quotidiani entro il 2025, ma potrebbe salire al 60% entro il 2030 e al 65% entro il 2035. Il secondo obiettivo è il riciclo del 65% dei rifiuti di imballaggi entro il 2025 (70% entro il 2030) ma per ogni materiale vi è un obiettivo diverso.

Tipo materiale

  • Tutti i tipi di imballaggi 65% (2025) 70% (2030)
  • Plastica 50% (2025) 55% (2030)
  • Legno 25% (2025) 30% (2030)
  • Materiali ferrosi 70% (2025) 80% (2030)
  • Alluminio 50% (2025) 60% (2030)
  • Vetro 70% (2025) 75% (2030)
  • Carta e cartone 75% (2025) 85% (2030)

Inoltre, entro il 2035 solo il 10% dei rifiuti urbani potrà essere smaltito in discarica.

Come può aiutarci

L’economia circolare è, oggettivamente, un tipo di economia che può portare molti vantaggi non solo nel paese che l’ha adottata ma anche all’intero pianeta. Quest’ultimo, purtroppo, è attaccato da un eccessivo inquinamento. Assumere questo tipo di economia consente alle aziende di aumentare la propria resilienza e competitività, favorendo l’integrazione della sostenibilità. L’economia circolare, inoltre, porta all’incremento del consumo efficiente delle risorse: riduce la domanda di materie prime proprio perché queste vengono continuamente riciclate e messe di nuovo a disposizione. Si pensi che il 6-12% e più di consumi di tutte le materie prime potrebbe essere evitato con il riciclaggio. Ma non solo le materie prime potranno essere riutilizzate: i rifiuti potranno essere sfruttati per ricavare vari tipi di energia tramite i termovalorizzatori permettendo quindi la diminuzione degli sprechi e l’aumento di risparmi che oscillano tra i 245 e i 604 miliardi di Euro. Se prima l’economia utilizzava il modello “produzione-consumo-smaltimento”, ora invece il modello circolare garantisce un infinito numero di risorse da utilizzare nei vari settori alimentari, industriali, artigianali ecc… ed anche un risparmio che va dai 340 ai 640 miliardi di Euro sui costi industriali. Oltre ad avere vantaggi sulle risorse, questo tipo di economia ha anche un impatto sul lavoro: permette la crescita di servizi e l’aumento del numero di posti di lavoro. La Commissione Europea, infatti, prevede 580.000 posti di lavoro, di cui solo in Italia 190.000. Molto importante, invece, è l’impatto che l’economia circolare ha sull’ambiente: le discariche rilasciano il metano che è un gas serra molto pericoloso e dannoso per la vita delle persone. Il riciclaggio di rifiuti e il riutilizzo dei materiali porta a un miglioramento delle condizioni climatiche e dell’ambiente, riducendo drasticamente l’inquinamento e, allo stesso tempo, portando benefici economici e sociali.

Il numero di benefici potrebbe non finire qui: prima di tutto si eviterebbero 100-200 milioni di tonnellate di anidride carbonica ed inoltre negli anni i benefici potrebbero aumentare e spingere molti più paesi ad assumere l’economia circolare.

Cos’è

L’economia circolare è un tipo di economia pensata per rigenerarsi da sola, garantendo quindi un’ecosostenibilità. Secondo Ellen MacArthur Foundation, nell’economia circolare, esistono due tipi di materiali: quelli biologici cioè destinati a rientrare nella biosfera e quelli tecnici ovvero destinati ad essere rivalorizzati ma senza entrare nella biosfera. La prima idea di economia circolare fu delineata da Walter Stahel e Genevieve Reday e fu presentata alla Commissione Europea in un rapporto del 1976. A detta loro, questo tipo di idea avrebbe portato ad un enorme impatto sulla creazione di posti di lavoro, sulla riduzione dei rifiuti e inoltre avrebbe portato al risparmio di un gran numero di risorse. Questa forma di economia, però, verrà adottata non prima del 2012, quando la Ellen MacArthur Foundation, tramite un rapporto, dimostrerà i benefici e le opportunità economiche derivanti dal passaggio ad una economia circolare e rigenerativa. La Commissione Europea, infatti, nel 2015 approverà un pacchetto di norme sull’ economia circolare che obbligherà i paesi a riciclare almeno il 70% dei rifiuti urbani e l’80% dei rifiuti da imballaggio. Tra queste norme, inoltre, vi è il divieto di buttare in discarica i rifiuti biodegradabili e riciclabili. Tali regole, però, non entreranno in vigore se non nel 2030.

L’Italia, ad esempio, è considerata la campionessa dell’economia circolare poiché si è sempre affidata a forme di uso intelligenti delle materie prime ed è seconda per riciclo industriale (il numero di rifiuti mandati al recupero sono 48,5 tonnellate). Il paese infatti ha messo in piedi un nuovo sistema di sviluppo in cui gli scarti di un’azienda diventano materie prime di un’altra.

Principi

I principi dell’economia circolare sono i seguenti:

-I rifiuti non esistono: l componenti biologici e tecnici di un prodotto sono progettati in modo da essere riutilizzati all’interno del ciclo dei materiali, il quale è basato sullo smontaggio e sulla riproposizione. I nutrienti biologici vengono compostati poiché atossici mentre quelli tecnici, a differenza dei precedenti, possono essere riutilizzati sprecando poca energia;

-La diversità è forza: lavorando nell’economia circolare bisognerebbe privilegiare i prodotti di lunga durata con possibilità di aggiornamento, invecchiamento e riparazione. Bisognerebbe anche considerare strategie come il Design sostenibile;

-Fine dello spreco d’uso del prodotto: L’economia circolare incoraggia la condivisione degli oggetti, ad esempio una macchina ha il 90% di possibilità di giacere inutilizzata rispetto ad una condivisa, la quale ha una probabilità del 60%;

-Energia da fonti rinnovabili: Ad esempio l’energia solare o eolica;

-Pensiero sistemistico: la capacità di capire come le cose si influenzino reciprocamente. Gli elementi sono considerati adatti ad infrastrutture, contesti sociali e ambientali. E’ importante inoltre la comprensione di un sistema (ad esempio quello degli essere viventi) e considerare le relazioni causa-effetto tra i componenti per trovare errori e correggerli.

Prossimi obiettivi

Il 16 Aprile 2018 la Commissione Europea ha stabilito nuovi obiettivi di riciclaggio da portare a compimento entro date specifiche. Il primo obiettivo è il riciclo di di almeno 55% dei rifiuti quotidiani entro il 2025, ma potrebbe salire al 60% entro il 2030 e al 65% entro il 2035. Il secondo obiettivo è il riciclo del 65% dei rifiuti di imballaggi entro il 2025 (70% entro il 2030) ma per ogni materiale vi è un obiettivo diverso.

Tipo materiale

  • Tutti i tipi di imballaggi 65% (2025) 70% (2030)
  • Plastica 50% (2025) 55% (2030)
  • Legno 25% (2025) 30% (2030)
  • Materiali ferrosi 70% (2025) 80% (2030)
  • Alluminio 50% (2025) 60% (2030)
  • Vetro 70% (2025) 75% (2030)
  • Carta e cartone 75% (2025) 85% (2030)

Inoltre entro il 2035 solo il 10% dei rifiuti urbani potrà essere smaltito in discarica.

Come può aiutarci

L’economia circolare è, oggettivamente, un tipo di economia che può portare molti vantaggi non solo nel paese che l’ha adottata ma anche all’intero pianeta. Quest’ultimo, purtroppo, è attaccato da un eccessivo inquinamento. Assumere questo tipo di economia consente alle aziende di aumentare la propria resilienza e competitività, favorendo l’integrazione della sostenibilità. L’economia circolare, inoltre, porta all’incremento del consumo efficiente delle risorse: riduce la domanda di materie prime proprio perché queste vengono continuamente riciclate e messe di nuovo a disposizione. Si pensi che il 6-12% e più di consumi di tutte le materie prime potrebbe essere evitato con il riciclaggio. Ma non solo le materie prime potranno essere riutilizzate: i rifiuti potranno essere sfruttati per ricavare vari tipi di energia tramite i termovalorizzatori permettendo quindi la diminuzione degli sprechi e l’aumento di risparmi che oscillano tra i 245 e i 604 miliardi di Euro. Se prima l’economia utilizzava il modello “produzione-consumo-smaltimento”, ora invece il modello circolare garantisce un infinito numero di risorse da utilizzare nei vari settori alimentari, industriali, artigianali ecc… ed anche un risparmio che va dai 340 ai 640 miliardi di Euro sui costi industriali. Oltre ad avere vantaggi sulle risorse, questo tipo di economia ha anche un impatto sul lavoro: permette la crescita di servizi e l’aumento del numero di posti di lavoro. La Commissione Europea, infatti, prevede 580.000 posti di lavoro, di cui solo in Italia 190.000. Molto importante, invece, è l’impatto che l’economia circolare ha sull’ambiente: le discariche rilasciano il metano che è un gas serra molto pericoloso e dannoso per la vita delle persone. Il riciclaggio di rifiuti e il riutilizzo dei materiali porta a un miglioramento delle condizioni climatiche e dell’ambiente, riducendo drasticamente l’inquinamento e, allo stesso tempo, portando benefici economici e sociali.

Il numero di benefici potrebbe non finire qui: prima di tutto si eviterebbero 100-200 milioni di tonnellate di anidride carbonica ed inoltre negli anni i benefici potrebbero aumentare e spingere molti più paesi ad assumere l’economia circolare.

0